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Musica di Matteo Martis, testi di Manuel Cossu e Matteo Martis

 

 

PRESENTAZIONE

 

La vita della pulzella d’Orleans come figura storica proiettata nel presente. Uno spettacolo epico ma dalle tinte oscure, dove la travagliata vita di Giovanna d’Arco viene presentata nuda e cruda, seguendo le numerose testimonianze scaturite dai processi che l’hanno vista coinvolta. Un’esistenza, quella di Giovanna, segnata dalla presenza costante delle voci e delle visioni dei santi Michele, Margherita e Caterina, che la guidano nelle scelte in battaglia e nelle decisioni politiche. Attorno alle visioni si snoda un mondo “reale” fatto di personaggi molto diversi tra loro: il re Carlo, debole e indeciso, burattino tra le mani del vescovo Cauchon, che riesce a manipolarlo per seguire le proprie ambizioni fino a causare il rapimento e la morte della stessa Giovanna; il capo delle guardie Jean d’Aulon che si innamora di Giovanna, senza essere mai corrisposto. La vicenda si apre con la prima visione di Giovanna e si conclude con il rogo, passando per le numerose vittorie in battaglia, il processo pilotato e la condanna a morte. Giovanna d’Arco si presenta come donna fragile ma determinata, spinta da una fede che sfiora la follia, e dalla volontà di agire sempre per il bene comune, alla ricerca della libertà per gli altri e per se stessa.

 

Giovanna D’Arco è un’opera moderna, cioè una forma musicale nata dall’evoluzione dell’opera lirica con contaminazioni dal mondo del musical, dove le “lunghe e statiche” arie dei cantanti vengono sostituite da canzoni e pezzi corali decisamente più scorrevoli e moderni, in linea con il gusto del pubblico dei nostri giorni. Si tratta quindi di una forma di spettacolo dal ritmo drammaturgico più incalzante e più vicino al mondo del cinema, pur conservando l’unicità e la magia dell’atmosfera teatrale. La musica, vero filo conduttore dello spettacolo, accompagna costantemente la vicenda con pezzi solistici, pezzi d’insieme e cori. Lo stile musicale, ispirato al linguaggio “sofisticato” di Leonard Bernstein (West Side Story, Candide) e Stephen Sondheim (Sweeney Todd, A Little Nightmusic), contiene una varietà di stili musicali – dal contrappunto in stile bachiano al progressive rock, passando per la musica medievale e la musica elettronica – che aiutano lo spettatore ad immergersi completamente nel mondo e nell’epoca di Giovanna, attraverso mondi sonori suggestivi, l’elegante accompagnamento del pianoforte e ricche orchestrazioni virtuali.

 

 

 

 

LA TRAMA

 

PRIMO ATTO

 

I tre santi, Michele, Margherita e Caterina, appaiono alla giovane contadina Giovanna, rivelandole la sua missione per conto di Dio: liberare la Francia dagli Inglesi. Durante una delle solite giornate di lavoro a Domremy, Giovanna parla delle visioni e della sua missione, dei suoi sogni e delle sue incertezze. Sarà un compito difficile, ma lo porterà a termine perché è stato Dio a chiamarla. I genitori sono preoccupati e le ricordano che lei è solo una bambina, e il suo posto non è nei campi di battaglia. I suoi bei capelli la rendono un angelo che merita una vita delicata e tranquilla. Giovanna si sente incompresa: lei non ha bisogno dei suoi capelli, e partirà. Giovanna prende le forbici e inizia a tagliarsi i capelli davanti a tutti.

Il delfino Carlo VII ha appena avuto un sogno premonitore che riguarda il suo destino di re. Ancora scosso, si presenta al banchetto in suo onore nel salone delle feste del castello. Durante il banchetto viene annunciata la visita di una ragazza, la giovane visionaria di Domremy. Il sovrano mette alla prova le capacità soprannaturali della ragazza e rimane stupito. Il vescovo consigliere del delfino, d’altro canto, è indignato e non crede alla giovane. Ma capisce subito che può essere una perfetta pedina: e così consiglia al delfino di affidarle il comando di una battaglia impossibile, e di usarla come capro espiatorio di una sconfitta ormai certa. Passano i mesi, e veniamo a conoscenza dell’effetto che Giovanna suscita sulle donne del castello: attraverso i loro racconti, a volte anche piccanti, le imprese di Giovanna cominciano ad acquistare una veste “epica e surreale”. Jean, il capo delle guardie, confida a Giovanna di ammirare la sua tenacia e la fede, e ammette che un uomo potrebbe anche innamorarsi di una ragazza così. Ma Giovanna gli dice che il suo cuore e il suo corpo non sono per gli uomini, ma per Dio. Rimasta sola, Giovanna comincia a dubitare. Si augura che ciò che sta facendo sia la cosa giusta, e di poter resistere alla tentazione. Una lontana fanfara annuncia la preparazione alla guerra. Giovanna viene vestita con la sua splendida armatura bianca dimostrando al mondo intero che la Francia è lo stato più forte. Dopo tante vittorie, riesce a far incoronare il delfino come Re di Francia. Fine primo atto.

 

 

SECONDO ATTO

 

Il secondo atto si apre in una dimensione onirica, e vediamo Giovanna ferita al petto da una freccia. I tre santi, visioni di Giovanna, spiegano che il loro compito è quello di proteggere e consigliarla, ma si rendono conto che il volere di Dio è misterioso e si rammaricano per le dure prove patite dalla ragazza. Poi si avvicinano al corpo esanime della ragazza e le estraggono la freccia dal corpo. Giovanna ha un sussulto e apre gli occhi. Improvvisamente la scena cambia e si torna alla dimensione reale. Siamo nel bel mezzo della battaglia di Compiegne, che dopo dure perdite si conclude con una grande vittoria. Durante il discorso finale, Giovanna parla alla gente dicendo che il popolo è il vero sovrano e nulla e nessuno può porsi sopra gli altri, né lo stato, né la Chiesa. Le parole di Giovanna raggiungono il vescovo, che di comune accordo col sovrano decide che è il momento di sbarazzarsi della ragazza, ormai troppo potente e pericolosa. Nel frattempo i soldati raccontano i grandi miracoli che la pulzella ha compiuto durante le numerose battaglie: non c’e’ dubbio, si tratta di una santa. Giovanna ascolta i discorsi e ne e’ divertita. Jean la prende in disparte, avvisandola di un imminente complotto. Non fa in tempo a escogitare il piano per salvare Giovanna, che questa viene rapita e messa in carcere. Una danza fa da transizione e ci presenta, nuovamente nella dimensione onirica, l’infanzia spensierata di Giovanna, il trauma per la perdita della sorella durante un’aggressione alla sua famiglia, e l’inizio delle visioni.

Giovanna si risveglia in una cella insieme alla sua Coscienza, che le appare nelle vesti di un misterioso uomo incappucciato. L'uomo incrina la volontà ferrea della giovane e le pone delle domande che la spingono a mettere in dubbio la veridicità delle sue visioni. L’uomo incappucciato è il vescovo, che non si fa riconoscere da Giovanna. Un gruppo di teologi ascolta le parole della ragazza e decide che un processo servirà a fare chiarezza. Si prepara quindi un processo inquisitorio, guidato da due fazioni di teologi: una a favore della condanna di Giovanna, e l’altra più cauta. Il vescovo prende la parola ricordando le accuse che le vengono mosse: di essere una strega dai poteri demoniaci, di vestirsi come un uomo, di sobillare il popolo contro la Chiesa. Giovanna inizia una struggente difesa di se stessa e dei suoi ideali, seguiti in nome della fede e nella più totale onestà. I suoi genitori, presenti al processo, cercano di convincere la ragazza a dire solo la verità e a non sfidare il temibile vescovo. Giovanna non ritratta nulla, scaglia parole forti contro il vescovo e dichiara di aver lottato per Cristo e il popolo, non per il vescovo. Il suo comportamento è sintomo di instabilità e pazzia, secondo i teologi: “eretica, relapsa, apostata, idolatra”. Per loro è sufficiente, la condanna è confermata e Giovanna verrà mandata a morte quella notte stessa. Jean e’ in preda ai sensi di colpa per non aver sufficientemente protetto Giovanna; il re capisce che la ragazza non meritava la morte e chiede la revoca della condanna al vescovo, il quale non cede, e conferma la condanna a morte. Nella sua cella Giovanna è sola, ha paura, e si sente lontana anche da Dio. Una processione accompagna la lenta salita al rogo di Giovanna, che lentamente scompare tra le fiamme, mentre i teologi la condannano come eretica, il popolo soffre e prega con lei. Un grande fumo si sprigionerà alla fine. Nel silenzio totale la gente si disperde, Jean rimane solo e raccoglie lo stendardo di Giovanna, miracolosamente scampato alle fiamme. Sentendo le sue parole di speranza, tutti gli si avvicinano e cantano il loro addio alla donna che ha cambiato la loro vita, e, probabilmente, anche il corso della storia.