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PRESENTAZIONE

 

Quando la freschezza del musical incontra la sontuosità e le magiche atmosfere dell’opera lirica, nasce il Grand-Musical, genere che racchiude in sé la vera essenza del teatro musicale nel nostro secolo, ovvero la perfetta armonia tra musica, teatro, danza, scenografia e tecnologia.

 

Dopo l’ottima messa in scena del musical “Pinocchio! Tra reale e virtuale”, (vincitore nel 2004 del 17° Concorso Nazionale di Teatro FITALIA per la migliore regia), nel maggio 2005 debutta il nuovo spettacolo di Matteo Martis, con la produzione della Compagnia Teatrale IL CAVALIERE AZZURRO. Si tratta del Grand-Musical “Stradivari”. Dalla vera storia di Antonio Stradivari (in realtà piuttosto povera di particolari) nasce quest’opera musicale, che ruota attorno alla figura del liutaio cremonese e della sua famiglia, rivelando la genialità del maestro, il riconoscimento universale delle sue creazioni ma anche le complessità di un mestiere difficile da tramandare.

 

In una meravigliosa Cremona del diciottesimo secolo (che potrebbe essere una qualsiasi città dei giorni nostri), il liutaio Giacinto Ruggeri ci narra la vita del grande maestro Antonio Stradivari, la sua incredibile capacità di artigiano e la sua profonda sensibilità musicale, grazie alle quali è riuscito ad occupare un posto di rilievo nella storia musicale mondiale. Dall’infanzia alla vecchiaia, scopriamo la vita di Stradivari, che si intreccia con le vicissitudini di una dinastia che non riuscirà a seguire le orme del suo fondatore. Antonio Stradivari, sognatore e pieno di creatività, scopre la sua vera arte lavorando il legno per costruire violini: la moglie Maria, donna forte e risoluta, in grado di aiutare Antonio nelle molte difficoltà del loro lavoro; il figlio Francesco, ribelle e anticonformista, ordisce un piano per vendicarsi dei torti e della disciplina di suo padre; l’amico Giacinto, ossessionato dall’idea di possedere il famoso segreto di Stradivari e diventare a sua volta ricco e famoso, riesce a manipolare Francesco e ad inculcargli l’idea che solo rubando le idee del padre avrebbe avuto successo. E poi grandi scene corali, coreografie vivaci e ricche di brio, e la presenza ininterrotta della musica, vero elemento portante dell’opera, che sottolinea le numerose sfumature dei personaggi e delle vicende, da voce ai sogni e alle speranze dei protagonisti, racconta la vita di trecento anni fa con sonorità nuove e adatte al pubblico moderno, in un panorama ricco di suggestione e di passione. Insomma, una vera e propria rinascita: partendo da quella di un’epoca per arrivare a quella di un uomo, di un artista, di un genio. Antonio Stradivari.

 

Nell’ottobre 2005 il musical “Stradivari” e’ stato premiato alla 18° Concorso Nazionale di Teatro FITALIA come miglior spettacolo italiano dell’anno, tra oltre 50 spettacoli selezionati.

 

 

 

 

LA TRAMA

 

PRIMO ATTO

 

Nel 1760 Giacinto Ruggeri, liutaio, oramai vecchio, scrive le sue memorie. Decide di raccontarci la storia di Antonio Stradivari, basandosi su ciò che gli è stato raccontato e su quello che lui stesso ha visto, stando accanto al figlio di Antonio, Francesco. E così vediamo Antonio da bambino che ascolta un violinista suonare: vuole diventare anche lui un violinista. La madre gli racconta una storia per fargli capire che il destino è segnato per ciascuno di noi: anche lui potrà forse diventare un violinista, quando sarà più grande… Diversi anni dopo Antonio fa parte del gruppo di garzoni della bottega di mastro Pescaroli. Ma lui non si sente come gli altri: scopre la sua vera arte, quella di costruire i violini. Pescaroli si accorge e gli dice che la gloria e la soddisfazione del suo mestiere non sono paragonabili a quelle dei liutai. Ma gli consiglia di guardare in fondo al suo cuore per capire bene cosa fare. Il talento non gli manca: deve solo capire come usarlo. Poco tempo dopo muore il grande Niccolò Amati; Stradivari, dopo duri anni di apprendistato, diventa quindi il più grande liutaio di Cremona: ricco, ricercato e grande affarista, la sua fama valica in breve i confini dell’Italia. Passano gli anni: è in corso la costruzione della nuova casa Stradivari. I figli e gli operai raccontano i pregi e i difetti della loro vita alle dipendenze del grande maestro. Si nota subito l’astio tra Antonio e il figlio Francesco, ribelle, pieno di sogni ma troppo innamorato di Ada Amati, figlia del rivale liutaio, Andrea Amati. Dopo l’ennesima lite Antonio caccia Francesco. Grande amarezza di Antonio, che viene rimproverato dalla moglie Maria per la scelta di mandare via di casa Francesco. La notte Ada e Francesco si incontrano e dichiarano il loro amore. Giacinto viene a sapere della lite tra i due Stradivari e pensa di approfittarne per impossessarsi di uno dei loro violini. Così circuisce Francesco, suggerendogli di vendicarsi del padre rubando il suo violino più prezioso.

 

 

SECONDO ATTO

 

Giornata sulle rive del Po: si raccoglie il materiale per la costruzione e Antonio racconta ai nipoti come è cominciato il suo lavoro di liutaio. Prova il nuovo violino che sta costruendo per Maria. Tornato a casa Antonio trova un messaggero recante la notizia che l’imperatore di Prussia sarà ospitato a Venezia; ad Antonio viene chiesto di costruire un violino per l’imperatore come dono da parte del Doge  e di consegnarlo durante il carnevale. Antonio rifiuta, non ha abbastanza tempo per lavorare. Quella stessa notte Francesco entra nel laboratorio del padre e ruba il nuovo violino, distruggendo tutto il resto, mentre Maria nascosta assiste al furto. Antonio si dispera: tutto il suo lavoro andato in pezzi, e il violino speciale per Maria rubato. Incoraggiato dai nipoti e poi dai figli, Antonio decide di creare un nuovo meraviglioso violino per il Doge.

Maria incontra Ada e chiede alla giovane di far cambiare idea a Francesco, riportando a casa il violino e riunendo la famiglia. Ada rivela che Giacinto ha spinto Francesco a compiere il furto, e Maria capisce che si tratta di un complotto della famiglia Ruggeri per rubare il segreto di Stradivari. Ada promette di parlare con Francesco. Maria pianifica la riappacificazione a Venezia, dandole un messaggio scritto per Francesco. E mentre Giacinto sta per impadronirsi dello strumento, Ada rivela tutto a Francesco, smascherando Giacinto, che però nega tutto. Francesco capisce di essere stato usato e decide di riportare il violino. Giacinto si oppone e nella lite il violino viene danneggiato. Francesco raccoglie i pezzi e va via. Giacinto, trovando per terra il biglietto di Maria, decide di tentare la sua ultima carta proprio a Venezia. A Venezia si prepara la grande festa in maschera. Antonio viene presentato al sovrano e offre il suo violino, che viene subito provato. Il Doge è compiaciuto e dichiara immortale l’arte di Stradivari. Si aprono le danze. Durante la festa c’e’ tensione per la presenza di Francesco e Ada. Maria si sente male; Giacinto è presente e assiste al malore di Maria, si fa avanti e offre il suo aiuto a Stradivari.

Antonio torna a casa e Maria viene adagiata sul letto. Dopo aver chiamato a se’ anche Francesco confida ad Antonio di essere gravemente malata. E come ultimo desiderio, chiede ad Antonio di perdonare e riaccogliere in casa Francesco. Si ricongiunge la famiglia: Antonio riprende con sé Francesco e Ada, e soprattutto ritrova il suo prezioso violino. Ma uno dei nipoti si accorge che Maria è morta. Antonio è disperato. Prende il violino, e piangendo gli parla come a sua moglie, dicendo che questo sarà il suo ultimo dono per lei, e suonerà nel momento in cui Dio la riceverà in paradiso. Durante il rito di commemorazione per Maria, il coro canta uno struggente “L’eterno riposo”; tutta la famiglia è riunita, dal più grande al più piccolo. Anche Giacinto, testimone della riappacificazione tra Antonio e Francesco, della restituzione del violino e della morte di Maria, rimane colpito dalla grande umanità di Stradivari. Capisce così che il segreto del grande liutaio non può essere rubato da nessuno: questa è, e rimarrà per sempre, una storia di musica, di passione, ma soprattutto una storia di grande amore.